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Palazzo Casalini – Il palazzo nobiliare simbolo della storia cittadina

Palazzo Casalini

Il luogo è senza dubbio intriso di fascino, via Casalini, Mure Ospedale e la Porta Augustina. Ed a pochi passi la Torre Pighin. Racchiuse in pochi metri quadrati monumenti simbolo di Rovigo e della storia cittadina. E’ una strada che, lasciandosi la Porta Augustina alle spalle, porta dritta alla Chiesa di Santo Stefano, il nostro Duomo. Marc’Antonio Campagnella, nelle sue Iscrizioni documentava che già nel Cinquecento l’edificio era stato dimora dei Raimondi. Questi ultimi, famiglia reggiana, è giunta in città all’inizio di quel secolo per estinguersi intorno alla metà del 1600.

Il palazzo passa di proprietà, acquistato da Marco Casilini VI nel 1681. Già nelle stampe di Mortier, che dava alla luce una pianta prospettica con la situazione dell’edilizia cittadina al 1670, si raffigurava per il palazzo la configurazione che è nota fino ai giorni nostri. Era già in previsione infatti l’ampliamento verso nord per collegare il palazzo all’edificio seicentesco che vi sorgeva vicino. Nella Mappa dell’Estimo, datata 1775 si poteva notare che i lavori erano già stati portati a termine. Si è tesi a supporre che quei lavori siano frutto di un passaggio di proprietà.

Nel 1763, Marco Casalini VIII uccide il fratello Giovanni ed è per questo bandito dallo Stato Veneto con la conseguente confisca di tutti i beni di sua proprietà. Compreso il palazzo. L’edificio viene comunque acquistato dalla sorella di Marco che poi lo cedette a Francesco Casilini III. Si fanno risalire a quell’epoca i lavori di ampliamento e ristrutturazione in quanto la scala di accesso al piano nobile ed alcune decorazioni pittoriche fanno propendere per quel periodo.

La decadenza e la rinascita

Palazzo Casalini

Foto : Rossella Ferrati

Di certo c’è che all’inizio del XIX secolo il palazzo aveva una facciata che richiamava quella di palazzo Manfredini al Duomo. In ogni caso, nel 1838, Vincenzo Casalini, in occasione delle nozze con Teresa Durazzo, decise di ristrutturare, interessandosi soprattutto della parte centrale della facciata.

Si creano delle alte porte-finestre ad arco e si chiusero due finestre al pian terreno, ai lati del portone. Come ricorda una lapide murata sulla facciata, opera dello scultore Virginio Milani nel 1923, il palazzo diede i natali ad Alessandro Casalini, senatore del regno e sottosegretario di stato del governo Minghetti. L’ultimo dei Casalini ad avere il palazzo fu Vincenzo, personaggio di spicco del fascismo polesano e morto nel 1963. Dopo questa data inizia un periodo di decadenza per il palazzo, ricco di storia, di arredi e di una vasta e preziosa biblioteca. Oltre a questo, nello studio a piano terra si trovavano raccolte e testimonianze di oltre un secolo di storia polesana.

Il palazzo inizia a versare in stato di grave abbandono fin quando viene acquistato da Rovigo Banca che dopo svariati lavori di ristrutturazione lo riporta all’antico splendore. Nei 1700 mq complessivi del fabbricato, dal 13 dicembre del 2003 è ospitata la sede amministrativa e direzionale della Banca. Oggi alcuni spazi del palazzo sono a disposizione per eventi, convegni, concerti ed altre iniziative di interesse sociale e culturale.

 

Palazzo Casalini

Foto : Adriano Santarato, dal giardino di Palazzo Casalini

 

Foto e Fonti : Rovigo, ritratto di una città, Rovigobanca, foto di copertina :Carlo Alberto Mares.

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

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Palazzo Casalini – Il palazzo nobiliare simbolo della storia cittadina ultima modifica: 2018-10-18T10:49:03+00:00 da Alessandro Effe

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