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Vita cittadina nel Polesine Austriaco, strade e lavori

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Scriveva Edoardo Piva: “delle terre del Veneto soggette all’Austria, quella di Rovigo costituiva una zona di confine con lo Stato e perciò aveva maggior importanza politica e militare. La città era sede di numerose milizie a piedi ed a cavallo, di funzionari civili e governativi e, spesso, di nobili di passaggio. Di alcuni di questi rimane il ricordo in alcune iscrizioni poste nel grandioso palazzo dei conti Angeli, allora e dopo, sempre aperto alle generose manifestazioni dell’ospitalità. L’amministrazione austriaca mostravasi sollecita degli interessi dei cittadini ed il governo disposto a largire favori e concessioni, apprezzati e graditi da una parte della popolazione, paga delle condizioni presenti e desiderosa di quieto vivere, aliena dalle discussioni politiche“. E dunque una vita immersa in gran parte nell’apatia e nell’abitudine, che trascorreva, fatta eccezione per i pochi privilegiati, nella delusione e nella stanchezza di un quotidiano che fin troppo spesso comportava squallore, miseria e ignoranza.

Vita cittadina

La vita cittadine nel Polesine austriaco è senza dubbio segnata anche dai rapidissimi soggiorni di personaggi importanti che richiamavano turbe di curiosi. Trovavano il contraltare di un viavai di truppe, che certo non rispettavano i diritti e la dignità dei meno abbienti. Disastrose erano le condizioni igieniche. Letale era dunque il corollario di epidemie. Colera e tifo falcidiavano una popolazione che tuttavia si presentava in aumento (dal 1820 al 1830 da 6800 a 8000 persone). Nè un confortante effetto poteva avere l’assetto urbano di Rovigo, dove, accanto ai palazzi signorili, si incontravano frequentemente “fabbricati nel massimo disordine per vetustità“. Con muri anneriti e screpolati dalle intemperie, con imposte e invetriate di finestre mancati o cadenti.

La piazza Maggiore era circondata da fabbricati nel massimo deperimento ed in parte puntellati per il rischio di crollo. Dopo il 1825, tuttavia, prende avvio un lento ma continuo rinnovamento urbano ed edilizio, che si traduce in un radicale riassetto della città. Essa, poco per volta, assume un aspetto più moderno e funzionale. Dapprima diventa inevitabile e inesorabile la demolizione di alcune delle strutture più antiche. Graduale è quindi la scomparsa delle mura medievali e delle porte che ne costituivano l’accesso. Il Portello sarà abbattuto nel 1826, Porta Arquà nel 1828 e Porta San Giovanni nel 1852. Di converso assistiamo alla ristrutturazione di alcune contrade, come quella di San Rocco. Vengono intanto sistemati (con un progetto del 1818), i giardini pubblici fuori dalla Porta San Francesco.

I ponti ed il cimitero

A caratterizzare la vita cittadine nel Polesine austriaco furono anche i lavori. Si pensa infatti alla costruzione di alcuni ponti sul Naviglio Adigetto, che viene protetto da un parapetto. Già nel 1819 si avviano i lavori per il nuovo cimitero fuori dalla cinta urbana, su progetto di Giovanni Battista Turri. Nel 1845, si ricostruisce dove precedentemente era situato l’ospedale. Nel 1844, su progetto dell’architetto Rossini, si costruisce Palazzo Camerini, affrescato all’interno da Sebastiano Santi. Viene edificato un mercato coperto, e viene spostata la pescheria così come pure il macello. Si rendono transitabili le strade all’interno della città e inaugurata la nuova illuminazione a gas. Accanto alle nuove strane troviamo anche la creazione delle prime fognature e delle nuove carceri nel 1847.

Risale invece al 1846 la costruzione del primo albergo cittadino: il Corona Ferrea. Sempre in questo periodo è messa la ghiaia alla strada che da Rovigo conduce a Boara e si costruisce il ponte sull’Adige. Fervono anche i lavori per la nuova ferrovia e si completa la strada “postale” che collegava Rovigo con Padova e Ferrara. Tutto questo si riscontra in una vita cittadine che inizia a valorizzare quello che ha a disposizione. Ecco quindi che si apre la biblioteca e la pinacoteca, si incrementano le scuole elementari e si inaugura un nuovo teatro, il Lavezzo. Infine, nel 1861 si costituisce il Corpo dei Pompieri.

Fonte: Sergio Garbato. Foto: Alessandro Effe.

Vita cittadina nel Polesine Austriaco, strade e lavori ultima modifica: 2020-03-06T14:29:39+01:00 da Alessandro Effe
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