Cultura Itinerari

Pellegrini di oggi – Un viaggio attraverso l’Italia e il Polesine

A piedi nel Delta del PO

A piedi nel Delta del Po: il progetto Paese Europa

Sono trascorsi due anni da quando, nella calda estate del 2017, Marco e Marina hanno attraversato la Provincia di Rovigo a piedi. In compagnia del cane Bricco, zaini in spalla, direzione Bruxelles. Un viaggio a piedi che ha toccato anche il Delta del Po, lungo una delle sue direttrici principali: la Romea. Antica strada di pellegrinaggio oggi votata al traffico veicolare. Un’impresa lunga 2400 chilometri con un obiettivo. Essere postini di “una volta” per raccogliere  le istanze della gente e dei territori. In uscita il libro frutto di questa esperienza: “Le lucertole ricominciano a Friburgo” – Annulli Editori.

 A piedi nel Delta del PO

Come nasce il progetto: i camminatori

Questo progetto nasce dalla scommessa che tutta l’Italia sia percorribile a piedi, senza macchina, senza nemmeno prendere un treno o un bus. L’idea è che ognuno di noi può condividere i percorsi a piedi che conosce. Una mappatura del nostro territorio, tale da farci esclamare: “Ammappa l’Italia!“.
Marco Saverio Loperfido (scrittore e guida ambientale), la moglie Marina (fotografa) e Bricco, cane dal carattere indomito ed instancabile camminatore al pari dei proprietari.
Da Chia (VT), dove i tre vivono, fino a Bruxelles. Un lungo viaggio a piedi, zaino in spalla e cane al guinzaglio: con l’obiettivo di unire paesi, comunità, persone. Per portare la loro voce al Parlamento Europeo. Raccoglitori di storie e problemi, paesaggi e difficoltà, ospitalità e porte chiuse. Camminando. Forse l’unico modo vero per conoscere un territorio. Con la lentezza che un viaggio a piedi impone. Con il tempo che assume connotati nuovi, umani. Un esempio, per chi vive la quotidianità in gabbie sempre più strette. Amare la propria terra significa anche posarci i piedi sopra. Un passo dopo l’altro. Il Delta del Po viene loro incontro, dopo il saliscendi dell’Appennino. In una zona dove pochi usano i piedi per spostarsi, ma che fino a qualche decennio fa rappresentava assieme alla bici il mezzo di locomozione di tutti.

A piedi nel Delta del PO

Il Delta del Po a piedi: il loro racconto

Attraversare il Polesine senza mezzi moderni, da Sud verso Nord. Trasversalmente, in un luogo disegnato dal Grande Fiume, dove tutto è proiettato verso il mare, verso Oriente. Un incrocio. Dove le difficoltà del pellegrino non sono tanto le distanze, quanto piuttosto la mancanza di ombra e di percorsi adatti a chi cammina. Due tappe, da Mesola a Porto Viro e da qui fino a Chioggia. Due giornate di cammino che hanno impegnato non poco i protagonisti. Con il passaggio dei fiumi su ponti trafficati, a presentare probabilmente le maggiori difficoltà per i moderni pellegrini assieme al caldo. Strade non fatte per i piedi ma per le ruote. Con l’incuria visibile nei rifiuti ai lati della carreggiata.
Il ponte sul fiume Po è un’esperienza mistica: a destra il guardrail alto due metri, in metallo, con tir e macchine che vi sfrecciano oltre, invisibili ma assordanti; a sinistra la distesa verde del titanico fiume, figlio di Oceano e della ninfa Teti. In mezzo, stretto su di una passerella di cemento di mezzo metro che nemmeno lo zaino ci passa, ci sei tu, che calpesti vestigia di un immondezzaio dimenticato…”

A piedi nel Delta del PO

Un invito ai polesani

Cosa vorreste dire, da viaggiatori con un punto di vista privilegiato, a chi abita in Provincia di Rovigo?
Il vostro territorio non possiede quella bellezza strabiliante visibile al primo sguardo, il vostro territorio ha una bellezza per palati fini, che amano sostare e contemplare le pieghe nascoste delle atmosfere oniriche e intime. Se io avessi la possibilità di vivere ogni giorno lì proverei a tornare e ritornare sempre negli stessi luoghi, per più giorni, in modo da assaporarne i minimi cambiamenti. Proverei inoltre ad attraversarlo molto lentamente, proprio perché in realtà il Delta ti esorta a soprassedere, ad andare veloce a farti distogliere lo sguardo. Ma lo fa perché è schivo, forse timido, probabilmente umile e austero.”
Cosa vi è rimasto, a distanza di anni, del vostro passaggio a piedi nel Delta del Po?
“La nostra esperienza rischia di essere influenzata troppo drasticamente dal caldo che provammo a quel tempo. Per noi è necessario fare un lavoro di astrazione dalla fatica, che rimane impressa facilmente, e dal senso di smarrimento che ci ha colto spesso, proprio laddove è praticamente impossibile perdersi. Il disagio del camminatore di passaggio, nelle terre del Delta, è quello di colui che cerca punti fermi o altezze che diano riferimento. La prospettiva invece è sempre orizzontale. E in luoghi orizzontali l’orizzonte fa più paura. Non c’è nulla che ti distragga raccontandoti una storia affabulatrice. Io ricordo strade lunghe e dritte che non finivano mai e dunque un senso di avvicinamento a me stesso. A fine tappa mi sentivo come se avessi fatto un viaggio nei meandri delle mie possibilità interiori.”

A piedi nel Delta del PO

Marco Saverio Loperfido: ideatore del sito Ammappalitalia (dove potete recuperare i tracciati con la descrizione delle tappe polesane) , scrittore, guida ambientale, camminatore, videomaker, filosofo.
Marina Vincenti: fotografa in continua evoluzione, dal reportage al ritratto, collaboratrice presso l’associazione Click di Viterbo.
Annulli Editori

Pellegrini di oggi – Un viaggio attraverso l’Italia e il Polesine ultima modifica: 2019-04-17T09:40:59+02:00 da Antonio Pozzato

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