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I periodici di Rovigo e della provincia polesana

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Dobbiamo tornare indietro di oltre un secolo per arrivare alla nascita del quotidiano che diede a Rovigo l’aura da grande città. La mano era quella di Giovanni Battista Casalini e il quotidiano era “Il Corriere del Polesine“. La sua vita dura una quarantina d’anni e fin dalla sua nascita lo si vede schierato dalla parte dei conservatori e degli agrari. L’impostazione del giornale fu di Cesare Chiusoli, fondatore del bolognese “Resto del Carlino“. Con grande sorpresa scopriamo che la produzione giornalistica polesana non si arresta con questo quotidiano ma va avanti con una discreta prolificità. C’è infatti un volume molto interessante, scritto da Isabella Ledda, che si occupa proprio di indagare su questo aspetto. Con un titolo quantomai esplicativo “I periodici di Rovigo e Provincia (1866-1926)“.

I periodici di Rovigo

In sostanza si tratta di un periodo che va da subito dopo il regno d’Italia a poco prima che il ventennio fascista emanasse le sue leggi sulla stampa. Due i centri fondamentali nella provincia polesana, Rovigo ed Adria. Ognuna con le sue caratteristiche e peculiarità. Vi sono, in sostanza, due particolari posizioni. Da una parte la stampa liberale e moderata (diciamo filo governativa) che ha a sua disposizione quotidiani come “Il Polesine“, “La Voce del Polesine“, “La Provincia” e, appunto “Il Corriere del Polesine“. Questi giornali coprono tutto il periodo preso in considerazione di cui sopra e sono, a volte, affiancati da pubblicazioni elettorali o riviste (molto utili) dedicate all’ambito agricolo. Dall’altra parte troviamo alcuni tentativi di stampa democratica. Se ne possono trovare tracce nella “Rivista del Polesine“, nel “Cieco di Adria“, ne “La sveglia di Adria” e nell'”Avvenire del Polesine“. La durata di queste pubblicazioni è, comunque, breve.

Una vitalità maggiore per queste pubblicazioni arriva solo verso la fine del secolo. Gli argomenti hanno anche un particolare occhio di riguardo verso il mondo operaio. Troviamo “La Concordia“, “La Nuova Idea” e “La Lega Repubblicana“. Il settimanale ufficiale del socialismo polesano, invece, è “La Lotta“. Non senza difficoltà riesce a durare ben venticinque anni, dal 1899 al 1924. Vi è poi “La Settimana“, che inizia le pubblicazioni nel 1901 ed è considerato il giornale portavoce del mondo cattolico.

Alba Trentina

Le eterne lotte di elevazione politica, sociale ed economica del Polesine, proseguite anche fra le varie calamità naturali nonchè scioperi e violenze è seguita e spesso stimolata da pubblicazioni combattive. Oltre a quelli indicati sopra vogliamo ricordare “Polesine Democratico” e “La Democrazia“, settimanali più radicali cui si aggiungono periodici sindacali, studenteschi ed interventisti (si era a ridosso della Grande Guerra). Proprio durante questo periodo, nel 1917, nasce a Rovigo, per opera di Antonio Rossaro, nasce la rivista “Alba Trentina“. La rivista, di chiaro stampo irredentista, ha lo scopo di raccontare (in massima parte) la partecipazione dei trentini (come Rossaro, nato a Rovereto) alla Grande Guerra.

Subito dopo, nel dopoguerra, arriva una grande crisi con conseguente faticosa ripresa della stampa. Oltre a ciò nascono, come è ovvio, nuove forze politiche. Popolari, Comuniste e Fasciste. Ancora più che in passato, partiti e gruppi richiedono maggiori espressioni giornalistiche di respiro provinciale, regionale, nazionale. Non è quindi semplice dalla piccola provincia di Rovigo arrivare ad estendere la voce per decine e migliaia di chilometri. Quel che vi è certo è il grande impegno e le grandi pubblicazioni che hanno animato la città e la provincia intera. Segno di grandi personalità intellettuali di rilievo e di portata.

Fonte: Risorgimento.it, foto di copertina Casa museo Giacomo Matteotti.

I periodici di Rovigo e della provincia polesana ultima modifica: 2020-06-23T10:45:59+02:00 da Alessandro Effe
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