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Il Corriere del Polesine, quotidiano rodigino di fine XIX secolo

Il Corriere Del Polesine Le Torri Ph Mario Andriotto, Rovigo De 'na Volta
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Era il 1890 quando, per mano di Giovanni Battista Casalini, nacque il quotidiano di Rovigo conosciuto come Il Corriere del Polesine. Durò una quarantina d’anni, donando da subito a Rovigo la parvenza di una vera città. Sostenuto dalla destra conservatrice e dagli agrari, non si limitava a fare informazione ma spalleggiava le loro idee. Serviva quindi anche a contrastare il socialismo  e il sindacalismo che stavano prendendo piede.

Una voce alla cultura

Corriere Del Polesine Ph Mario Andriotto, Rovigo De 'na Volta
ph Mario Andriotto Facebook Rovigo de ‘na volta

Comunque trattava di moltissimi aspetti della città e non e dava molta attenzione anche agli eventi culturali, descrivendoli con minuzia e accuratezza. Sia a livello locale che nazionale. Stampava spettacoli, mostre d’arte, eventi, manifestazioni. A delinearne la peculiarità fu il bolognese Cesare Chiusoli, fondatore del Resto del Carlino. Lui si occupò di impostare e dirigere Il Corriere del Polesine.

Molti gli argomenti che venivano trattati con collaborazioni di vario genere. Si scriveva anche di fatti internazionali e diede forma a questo tipo di corrispondenza con racconti come America sconosciuta del lendinarese Adolfo Rossi. La passione e la vivacità con cui si raccontavano i fatti erano le caratteristiche fondamentali del giornale. Usavano anche i romanzi d’appendice e fu Argia Castiglioni Vitalis ad iniziare questa serie con Il fantasma della Ronda.

Molto importante fu anche il ruolo di Alberto Bergamini, un giornalista appena ventenne che contribuì all’impostazione del Corriere e che in seguito si occupò della direzione del Giornale d’Italia e che passò alla storia per aver dato alla luce la terza pagina. Arrivò nel febbraio del 1893 e spesso si scontrò con La Lotta, giornale socialista, e Il Popolo, settimanale cattolico diocesano.

Punto di non ritorno

Ma a chi si rivolgeva Bergamini? Ai ricchi agricoltori, agli industriali ma anche ai maestri e ai professori perchè sottolineava l’importanza della cultura come momento di crescita personale, dava spazio alle tradizioni e al loro valore senza dimenticare che anche le innovazioni erano importanti. Bergamini nel 1868 decise di diventare corrispondente parlamentare e visto che il giornale funzionava bene ed era estremamente organizzato, non fu nominato ufficialmente un altro direttore. C’era però un punto che l’avrebbe portato alla deriva.

Si schierava politicamente sempre dalla parte dei suoi investitori e si intrometteva in questioni troppo polemiche. Con il passare del tempo, questa linea porta il Corriere ad occuparsi di argomenti troppo ristretti e decisamente fazioso. Divenne un forte sostenitore del partito Fascista per poi trovarsi costretto a chiudere definitivamente. Era il 9 Luglio 1927, quando Enzo Casalini, nipote di Giovanni Battista, che lo sostituì con La Voce del Mattino.

 

Fonte Rovigo e il Polesine tra Ottocento e Novecento di Sergio Garbato. In copertina  Le Torri ph Mario Andriotto, Rovigo De ‘na Volta

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Il Corriere del Polesine, quotidiano rodigino di fine XIX secolo ultima modifica: 2018-12-12T11:53:02+00:00 da Sibilla Zambon

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