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Le sorgenti di virus Sars-Cov2-19, le persone infette

le sorgenti di virus

Una cosa è certa: ogni persona è una fonte di “polveri” ovvero ogni persona con la respirazione e con il parlato emette goccioline di saliva che prendono due diverse strade, le più pesanti cadono e le più leggere rimangono in sospensione (queste sono il risultato di un’evaporazione e quindi non subiscono l’effetto della gravità). Ecco quindi che abbiamo due modi diversi per infettarci. Toccando le particelle più pesanti, che rimaste sulle superfici si “attaccano” alla nostra pelle e a sua volta, senza volere, le introduciamo nel nostro corpo attraverso le mucose (bocca e occhi). Il tempo di permanenza in vita di queste cariche virali ho letto essere anche di 9 ore.

Inalando le particelle leggere rimaste in sospensione, proprio queste particelle vengono definite cariche virali elementari che “aleggiano” nell’aria e tecnicamente viene chiamato: bio-areosol. Questa tipologia di carica virale, soprattutto per la sua dimensione, non può essere bloccata dai comuni filtri che si trovano nelle Unità Trattamento Aria. Quindi ecco spiegato perché le macchine per la Ventilazione Meccanica Controllata non riescono a bloccare le cariche virali elementari.

Cariche virali elementari

Le cariche virali elementari di fatto non sono infettive al 100% ma al 63% (questo per l’influenza stagionale però) e, che nel caso del Corona Virus, dobbiamo ipotizzare che tutte le persone del mondo siano potenzialmente suscettibili di infettarsi, perché il SARS-CoV2-19 è un virus sconosciuto e mai incontrato prima, quindi non è nota alcuna immunità. Tanto più in un ambiente si ha un’elevata concentrazione di cariche virali elementari, tanto più il rischio di infettarsi aumenta.

E’ la carica virale elementare a fluttuare nell’aria, nata dall’evaporazione della saliva emessa dalla persona infetta, ad essere un nucleo che rappresenta il primo proiettile di questo maledetto virus. Perché se ci colpisce (ovvero se involontariamente la respiriamo) abbiamo il 63% di probabilità di infettarci. Personalmente ritengo che se l’influenza è un calibro 9 di una Beretta 92, il SARS-CoV2-19 potrebbe essere un calibro 90 mm di un carro armato. Significa che la probabilità di infettarci con un quantum di SARS-CoV2-19 è molto più probabile di un quantum di un’influenza stagionale; essere minacciati da una Beretta 92 è diverso che vedersi la canna di un carro armato puntata proprio nella nostra direzione.

Calcolo del numero di cariche virali elementari

Se una persona infetta emette cariche virali elementari allora la prima domanda è: quante cariche virali produce nel tempo? Giusto per sapere come sarà “la pioggia di proiettili” quantum che potrebbe investirci. In letteratura tecnica esiste una formula per conoscere il numero di cariche virali elementari accumulate in un ambiente e prodotte dalle persone infette (che sono ammalate da influenza stagionale). Al variare del tasso di ricambio aria (Knibbs 2011) q= n°di cariche virali elementari emesse da una persona ammalata, tipicamente si utilizza il numero 67. Anche se in funzione dello stato in cui si trova potrebbe essere molto infettiva (100) e poco infettiva (5). Tutto questo è sempre valido per le influenze stagionali.

le sorgenti di virus

l=n° di persone infette presenti contemporaneamente n= n° di ricambi aria della stanza N0= n° di cariche virali elementari al tempo zero. Nota: la carica virale elementare è anche chiamata: quantum. Quantum accumulate con il passare del tempo al variare del tasso di ricambio aria di un ambiente q=67 (influenza stagionale) Nell’influenza si ipotizzano che q= 67 ma nel caso del Corona Virus quanto sarà? Potrebbe essere molto più alto perché il SARS-CoV2-19 è molto più contagioso ma su questo (ad oggi) non ci sono informazioni certe.

Le sorgenti di virus

Ciò che è veramente importante è che il grafico che vedi sopra evidenzia che la carica virale elementare (quantum) viene maggiormente diluita all’aumentare del numero di ricambi aria dell’ambiente. E’ proprio questa conclusione che porta a dare l’indicazione di ricambiare spesso l’aria negli ambienti per sfruttare il principio della diluizione della carica virale. Questo è già un primo punto. Che suggerisce che ha  poco senso dare l’autorizzazione all’apertura degli esercizi sulla base del codice ATECO. Ignorando che invece potrebbero esserci attività con un impianto aria dotato di 6 vol/h ma non rientrare nel codice ATECO e quindi chiuse e altre attività sprovviste di ricambi aria ma rientranti nel codice ATECO e quindi aperte.

Il grafico, sebbene valido per l’influenza stagionale, dimostra che gli uffici, i negozi o i supermercati che hanno un ricambio aria dall’esterno pari a 6 vol/h sono più sicuri di quelli che hanno meno ricambi aria o addirittura non ne hanno. Esistono uffici pubblici che non hanno ricambi aria e allora perché dovrebbero essere autorizzati ad aprire e lasciare chiuse attività che invece hanno i ricambi aria idonei a diluire sufficientemente i quantum e quindi limitare il rischio di contagio?

Le sorgenti di virus Sars-Cov2-19, le persone infette ultima modifica: 2020-04-22T15:23:34+02:00 da Enrico Schiesaro
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