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Porto Caleri: intreccio tra storia e natura nel Delta del Po

Porto Caleri Turistic Beach

Nella parte meridionale di Rosolina Mare si trova Porto Caleri, una zona costiera che racchiude al suo interno meraviglie naturali. Siamo nel Delta del Po, il sistema idraulico di diramazioni fluviali tramite cui il fiume Po sfocia nell’Adriatico. Canneti,  piante, flora e fauna vivono in questa cornice naturalistica quasi incontaminata. Fotografie mozzafiato ed escursioni rendono questa oasi la meta ideale per chi ama la natura.

La laguna di Caleri

Porto Caleri Capanna

Ph. Ivan Baracco

La laguna è un bacino d’acqua salmastra poco profondo, separato dal mare da cordoni litorali o da tomboli. Essa è in comunicazione con il mare aperto attraverso delle aperture chiamate bocche. Da queste si dipartono dei canali lungo i quali l’acqua marina entra durante il flusso ed esce con il riflusso. Quest’ultimo avviene con la bassa marea attraverso i canali lagunari che sono definiti ghebbi. La laguna di Caleri ha subito diverse modificazioni. Tramite queste, la sua estensione è stata ridotta e i suoi fondali sono stati alterati.
La laguna comunica con il mare attraverso la bocca di Porto Caleri e attraverso il varco Pozzatini, tramite il quale viene collegata alla laguna di Porto Levante. La bonifica dei territori costieri e i marginamenti hanno ridotto la superficie della laguna. L’estrazione del metano e di acque di falde profonde hanno inoltre modificato la morfologia del bacino. Esso non è più caratterizzato da canali profondi e da barene. La navigazione di questa zona è molto importante a livello commerciale e rende necessarie opere mirate per il mantenimento dei fondali.

Il litorale di Rosolina Mare e la Pineta

Si tratta dell’unico litorale sabbioso del delta. Il lido è posto tra la destra orografica dell’Adige e la bocca della laguna. La sua parte più meridionale denota una certa naturalità. Alle sue estremità troviamo la spiaggia libera e non privatizzata, precisamente a nord presso Porto Fossone, foce dell’Adige, e a sud in corrispondenza della bocca lagunare. La massima espressione della flora è rilevabile nelle aree prive di insediamenti balneari, come appunto le sopracitate estremità.
La Pineta è un’area d’impianto artificiale, posizionata su una duna grigia. Essa è in gestione al Servizio Forestale Regionale. La Pineta è il frutto di imboschimenti operati lungo la costa veneta nel secolo scorso, tra gli anni ’50 e ’80, per la protezione delle colture agrarie retrostanti dai venti marini. Prima dell’azione imboschiva ci furono degli interventi iniziati verso il 1938 e proseguiti fino al 1950. In precedenza, come riportano gli scritti di D’Errico, erano presenti i resti di una lecceta con qualche sporadico pino. Le conifere utilizzate sono il pino marittimo, il pino domestico, nero, silvestre e d’Aleppo. La vegetazione di questa zona si è ampliata nel corso del tempo, offrendoci oggi una variegata e interessante situazione naturale. Possiamo trovarvi il leccio, il pungitopo, il pioppo bianco, frangola e salici.

Il giardino botanico Litoraneo

Porto Caleri -

Ph. Ivan Baracco

Questo giardino, realizzato dalla Regione Veneto nel 1990, è il fiore all’occhiello di questa zona. Gli ecosistemi presenti hanno fatto sì che l’area sia dichiarata Sito di Importanza Comunitario. Esso presenta tre sentieri ad anello che percorrendoli ci danno la possibilità di scoprire gli ambienti tipici del litorale padano. Dal cakileto all’agropireto l’offerta naturale di questa oasi è ampia e affascinante. In questo giardino sono compresi i primi 5 habitat della lista della direttiva CEE del 1992. Nella sua estensione sono presenti una decina di ecosistemi con più di 220 specie vegetali. Una zona ricca di suggestioni, ideale per chi vuole fare una passeggiata nella natura, per gli studiosi, gli appassionati ed i fotografi.

Foto di copertina: Ivan Baracco

Marco Bardelle

Autore: Marco Bardelle

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Porto Caleri: intreccio tra storia e natura nel Delta del Po ultima modifica: 2019-01-16T10:33:26+00:00 da Marco Bardelle

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