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La meravigliosa Torre di Lusia sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale

Torre Morosini - ph Andrea Trapella
19523,19142

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Una Torre pendente e merlata di ben 22 metri è il reperto storico più antico di Lusia. Si trova a ridosso dell’Adige. Completamente in muratura, presenta una base piramidale. Una scala interna a chiocciola di marmo composta da ben 128 scalini, permette di percorrere ben tre piani, prima di giungere alla sua sommità. Ciò che si può ammirare da quell’altezza deve essere decisamente meraviglioso! Basti pensare alla possibilità di vedere il corso del fiume, la flora e la fauna del luogo, le campagne che circondano il paese con le famose serre ma anche il Parco della Rimembranza di Lusia creato in memoria delle vittime del bombardamento subito durante la Seconda Guerra Mondiale!

Una posizione strategica

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Foto Facebook I Meravigliosi Luoghi Segreti Del Tri Veneto

Probabilmente furono i Barbari a costruire la primissima fortificazione a Lusia. Almeno questo è quello che piace pensare a molti. Nel 1100 gli Estensi, però, edificarono un vero e proprio Castello in questo magnifico borgo. Lungo la sponda destra dell’Adige, tra Rovigo e Lendinara. Ad oggi purtroppo non sono molte le documentazioni inerenti alla sua esatta ubicazione. Poi Lusia fu ceduta alla Repubblica di Venezia, assieme alla contea di Rovigo, a causa di un prestito quinquennale non restituito. Durante tale dominazione, la fortezza perse la sua funzione militare, dato che nel XIV secolo a Lusia regnava la pace e non c’erano nemici contro cui combattere.

Nel 1600 si insediarono in città i Morosini, che presero dimora proprio nel castello, facendone la loro villa. Divenuta quindi la loro casa villeggiatura  fecero alcune restaurazioni, come ad esempio adibire le colombaie che sorgevano lungo le muro a vere e proprie abitazioni. Una di questi si può ancora ammirare! Già nel 1616 risultava essere una casa rurale a tutti gli effetti composta da palazzo padronale, colombaia, stalla con i campi, corte, giardino e orto. Ma a metà del ‘600 è il Doge Francesco Morosini ad ordinarne l’ampliamento come documentato da una lapide del 1650, conservata  nel parco delle rimembranze di Lusia. Aumentò il numero delle corti a due e il numero degli edifici salì a tre: quello padronale, circondato da due torri, una costruzione centrale e un casamento porticato con ben due colombaie, una si trovava a sud-est e l’altra a sud-ovest.

Torre Morosini Lusia - ph Daniela Targa
ph Daniela Targa dal gruppo Rovigo e i Rodigini – itRovigo.it

Nel 1889 la Villa divenne di proprietà degli Oliva. Fino ad allora restò dei Morosini. Il Comune la comprò nel 1935 e ne fece la sede del Comune e delle scuole elementari. Il primo tentativo di creare un mercato ortofrutticolo a Lusia fu fatto nel 1942, proprio all’interno di una delle stanze di questa villa. Ma il 20 Aprile 1945, gli alleati bombardarono il paese. Volevano impedire la fuga ai tedeschi e così annientarono il ponte, la chiesa e questo magnifico Castello!
All’inizio non tutto fu distrutto. Si salvarono alcune parti delle sue mura, alcuni edifici rurali, qualche parte del palazzo padronale, colpito principalmente al centro. Ma intrappolate fra le macerie c’erano persone e proprio nel tentativo di salvarle non restò moltissimo della fortezza. Fortunatamente non tutto è andato perduto. Possiamo ancora ammirare una delle torri, esattamente quella di nord-est e, come scritto  precedentemente, una colombaia.

Vite spezzate a causa di una soffiata errata, a pochi giorni dalla fine della guerra. Volevano distruggere un ponte in cemento armato per bloccare la fuga dei tedeschi. Invece si trattava di un vecchio ponte in legno. Esempi lampanti dei drammi che le guerre trascinano con sé, dove a rimetterci è troppo spesso la gente comune e la nostra storia.

 

Fonte http://www.spaziopadova.com. Foto copertina ph Andrea Trapella da Flicr.

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

La meravigliosa Torre di Lusia sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale ultima modifica: 2018-11-28T12:18:35+00:00 da Sibilla Zambon

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