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La dominazione francese a Rovigo – parte finale

Piazza Garibaldi, prestata al mercato durante Parte finale della dominazione francese

Abbiamo avuto modo di vedere, nella prima parte del nostro racconto storico, l’arrivo dei francesi nella città di Rovigo e la formazione del loro primo governo. Che dura però solo sei mesi, fino all’arrivo degli Austriaci. Durante questi sei mesi, tuttavia, l’esercito di Napoleone ha modo di varare una serie di decreti che porta alla spoliazione ed alla eliminazione dei conventi dei San Francesco e di San Bortolo.

La parte finale della dominazione Francese a Rovigo

Conventi e confraternite vengono soppressi in due fasi. Con un primo decreto del 5 giugno del 1805 si colpiscono le case religiose. Se ne sopprimono alcune e se ne aggregano di altre. Con un discorso del 25 aprile del 1810 vengono colpite le istituzioni ecclesiastiche ed i loro beni vengono incamerati dal demanio. Si lasciano sopravvivere solo i vescovadi, le parrocchie ed i seminari. Le conseguenze diventano rilevanti anche sulla struttura fisica della città. Il convento e la chiesa di Santa Maria dei Battuti, soppressi nel 1805 vengono messi all’asta, acquistati da una società di privati e demoliti subito dopo. Circa una dozzina di anni dopo, su quell’area, viene edificato il Teatro Sociale.

La loggia dei Notari, di fianco sorse l'Accademia dei Concordi nella Parte finale dominazione francese 2 5d07f96daed30

I Minori conventuali di San Francesco lasciano Rovigo nell’Agosto del 1805 e si ritirano a Verona. La chiesa dell’ordine viene eretta a parrocchiale su richiesta del parroco di Santa Giustina che, nel vecchio edificio, non riusciva più a soddisfare le esigenze dell’aumentata popolazione. Quest’ultima chiesa viene acquistata da una società di privati nel 1808 e poi demolita. Il terreno rimasto libero dà vita a Piazza Garibaldi e viene donato al Comune che ivi trasferisce parte del mercato che si teneva nella vicina piazza Maggiore.

La soppressione dei conventi

La soppressione del 1810 colpisce anche i tre conventi superstiti. Quello delle Agostiniane, dei Cappuccini e degli Olivetani. Gli edifici hanno però destini diversi. Il primo viene totalmente demolito (oggi c’è il Tribunale); il secondo viene radicalmente trasformato; l’ultimo sopravvive ancora (è sede del Museo dei Grandi Fiumi). I cambi di destinazione d’uso colpiscono, inevitabilmente, anche altri edifici. Ad esempio, Palazzo Pretorio (prima residenza del podestà) diventa sede del tribunale. Insomma, il governo imposto dai Francesi provoca, nella popolazione Veneta, un tale malcontento che, nel 1809, vi è una ribellione in tutta la regione, sobillata dalla classe dirigente spodestata.

Il convento degli Olivetani che si salva nella Parte finale della dominazione francese

Le sommosse, comunque, sfuggirono di mano a chi le aveva provocate, con la sola eccezione dell’Alto Adige. Perdono infatti subito il loro carattere politico e si trasformano in incursioni banditesche con distruzioni e rapine. Anche Rovigo rimane paralizzata per quasi due giorni (7 e 8 luglio) ed in balia dei “briganti” che, tra le altre cose, distruggono parte degli archivi comunali per eliminare gli strumenti del fisco e della leva militare. In questo contesto di “bruttura” culturale si verifica però un paradosso. L’Accademia dei Concordi, dopo anni di ristrettezze finanziarie, riesce a realizzare il progetto di una sede più adeguata al suo decoro. Su progetto dell’architetto Sante Baseggio sorge, tra il 1803 ed il 1814, la sede dell’Accademia. All’angolo della Piazza Maggiore, presso la Loggia dei Notari.

Il declino e l’arrivo degli austriaci

La dominazione francese non si ricorda in ogni caso per il numero di interventi di manutenzione cittadina. Quando l’astro nascente di Napoleone si avvia verso il declino anche Rovigo si trova a dover aggiungere a tutte le sue difficoltà, anche il disagio del cambio di guida. Nel Novembre del 1813, infatti, la città viene occupata militarmente dagli Austriaci e il 7 aprile del 1815, con la creazione del regno Lombardo-Veneto, anche il Polesine viene annesso all’Impero Austriaco. Il confine del Veneto viene stabilito sul fiume Po.

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
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La dominazione francese a Rovigo – parte finale ultima modifica: 2019-06-18T08:34:17+02:00 da Alessandro Effe

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