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Le antichità Egizie a Rovigo. Un patrimonio straordinario

Antichità egizie

L’Accademia dei Concordi di Rovigo ospita una interessantissima raccolta di antichità Egizie. Essa viene resa nota per la prima volta nel 1969 da Claudia Dolzani. La raccolta somma più di cinquecento pezzi ed è davvero molto consistente. Sono presenti una gamma di oggetti che illustrano e documentano in maniera approfondita aspetti delle credenze religiose e del culto funerario in epoca egizia. Dall’Antico Regno fino alla fine dell’età faraonica. Sono anche presenti alcuni pezzi che spiccano per il loro intrinseco interesse e che contribuiscono in maniera significativa alla ricerca in campo egittologico e che pertanto sono entrati da tempo nel “circuito” dei ricercatori. Una menzione, più che doverosa è dovuta a chi è stato il principale creatore di questa raccolta ed a sua volta personaggio super interessante.

Giuseppe Girolamo Valsè

Giuseppe Girolamo Valsè nasce a Rovigo nel 1826 e muore a Fiesole nel 1890. Nel 1881 vuole a tutti i costi aggiungersi il cognome Pantellini in memoria dell’amicizia per un compagno d’esilio con cui aveva condiviso la partecipazione ai moti contro l’invasione austro ungarica. La fuga di Giuseppe finisce con una vita di successo in Egitto. Gestisce alberghi di lusso al Cairo e ad Alessandria e si guadagna la stima incondizionata del Khedivè per le sue capacità organizzative, che mette alla luce durante le celebrazioni per l’inaugurazione del canale di Suez. Era pertanto scontato che la prestigiosa Accademia dei Concordi si rivolgesse a lui (anche in quanto conterraneo) chiedendogli di provare a cercare antichità egizie. Ciò perchè tali collezioni iniziavano ad essere molto presenti in altri musei, in Italia ed in Europa.

Valsè ci riesce nel giro di qualche anno. Poco prima di far rientro in patria nel 1882. I bombardamenti inglesi che colpiscono il suo albergo ad Alessandria ed uno stato di salute cagionevole lo riportano verso la via di casa. Gli elenchi ufficiali circa il contenuto delle casse spedite sono andati persi, così come la provenienza. Arrivarono per certo cinque casse ed altri contributi preziosi alla collezione arrivarono da privati. Dalla famiglia Silvestri e, con molta probabilità, dai cimeli di Giovanni Miani, il famoso esploratore delle sorgenti del Nilo.

Antichità Egizie, alcuni pezzi

Se si esclude un sigillo a cilindro di pietra verde, attribuito all’età protodinastica, i pezzi più antichi della raccolta sono quelli architettonici databili all’Antico Regno. Essi potrebbero addirittura provenire dalla stessa tomba o dalla stessa necropoli. E’ soprattutto la falsaporta, ad essere rilevante, in quanto considerato elemento fondamentale per il rapporto tra viventi e defunti. Come probabile provenienza viene accreditata la necropoli di Saqqara. Vi è poi un altro stipite che su un lato reca due figure di offerenti. Un personaggio maschile che porta due volatili ed una figura femminile con una situla nella mano sinistra ed un acquamanile levato nella destra.

Antichità egizie

Sul lato adiacente a destra si trova la colonna iscritta che è croce e delizia degli egittologi. Essa riporta il nome del probabile proprietario della tomba, Iy-mery, ed i suoi titoli. Tutti molto, molto rari. Non si sa ancora se fosse l’addetto o il sovrintendente alla proprietà dei beni. O, addirittura, il sovrintendente a tutto il legname della provincia del Muro Bianco (Menfi) dove si troverebbe una grafia che al momento è unica. Molto altro riserva questa meravigliosa collezione, ve lo racconteremo passo passo.

Fonte: Egitto In Veneto. Foto: Zon.it, FondazioneCariparo.

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada. Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.
Le antichità Egizie a Rovigo. Un patrimonio straordinario ultima modifica: 2019-11-06T07:39:37+01:00 da Alessandro Effe

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