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Dolce Epifania, un biscotto per la fine delle feste

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Oggi è il giorno in cui molti, dovendo tornare a lavoro, disfano albero e presepe. C’è senza dubbio un velo di tristezza anche solo al pensiero che le feste siano finite. Le feste più belle ovviamente. Quelle Natalizie, quelle cariche di emotività e spiritualità (per chi crede), quelle che riuniscono le famiglie intorno ad un tavolo in serate che hanno tanto di magia. Sono soprattutto serate in cui l’essere insieme si celebra con il rito del cibo. A parte panettoni e pandoro, tipici del periodo (con annesse discussioni uvetta si o no), sulle tavole si rincorrono tradizioni, ozi e qualche vizio. Dalla vigilia al pranzo di Natale, passando per l’immancabile cenone di Capodanno dove è d’obbligo anche riprendere il pasto dopo la mezzanotte per le augurali ed opulente lenticchie.

L’Epifania e l’arrivederci alle feste

L’Epifania che tutte le feste si porta via non deve però essere per forza una festa malinconica. E’ anche una festa che, unendo sacro e profano, può essere vissuta con parecchia gioia. Calze piene di dolci a parte. In Polesine il rito era e resta una delle tradizioni contadine più seguite. Ha origini antichissime che rimandano ad usi che si perdono indietro nella storia. La tradizione vorrebbe orde di ragazzini inseguire il fantoccio di una Befana, facendo forti rumori con campanacci o arnesi da cucina. Raccogliendo nel frattempo paglia, ramoscelli e tutto quello che potesse servire ad appiccare un fuoco. Si urla a squarciagola “Brusa la vecia” perchè il fuoco che si appicca rimanda decisamente alla memoria quelli utilizzati per bruciare le streghe.

Il rito era di carattere propiziatorio. La Befana veniva infatti considerata malvagia e spesso, mentre il fuoco ardeva, comparivano uomini travestiti da vecchie a contribuire allo spavento di quanti assistevano allo spettacolo. Un fuoco che serviva dunque ad allontanare il male. Dai campi coltivati ma anche dalle case dei contadini prima dell’arrivo della bella stagione. Per fare quindi in modo che il raccolto fosse ottimo. Una festa decisamente diversa da quella odierna cui la Chiesa ha attribuito altro valore proprio nel tentativo di arginare i riti pagani.

Dolce Epifania, i biscotti

Come che sia, tradizione vuole che oggi sia il giorno delle calze e dei dolci. E proprio con la ricetta di un dolce, un biscotto per la precisione, cui potremo dare la forma che più ci piace. Utilizzeremo la farina gialla integrale, detta anche di Storo. Di sotto gli ingredienti per quattro persone.

  • 150 grammi di farina di Storo;
  • 150 grammi di farina 00;
  • Grammi 150 di burro;
  • 100 grammi di zucchero a velo;
  • 80 grammi di uvetta sultanina o gocce di cioccolato;
  • 3 tuorli d’uovo;
  • 3 cucchiai di latte;
  • Limone grattuggiato;
  • lievito in polvere;

Per l’impasto di questi biscotti seguiremo la procedura della pasta frolla. Prima di tutto prepareremo il burro. Con l’aiuto di un coltello lo taglieremo a bastoncini (grandi quanto un fiammifero) e poi a dadini. Il burro andrà poi sfregato tra i polpastrelli per “sfarinarlo” e renderlo grumoso. Poi lo disporremo a fontana e vi setacceremo sopra lo zucchero a velo. A questo punto aggiungiamo i tuorli e poi tutti gli altri ingredienti. Daremo una prima lavorata aiutandoci con una forchetta e una seconda, molto veloce, con le mani (meno lavoriamo il composto e meglio è). Avvolgeremo il tutto in una pellicola e lasceremo riposare in frigo per un’ora. A questo punto la pasta è pronta e potremo ritagliarla a piacimento. Metteremo sopra le gocce di cioccolata o l’uvetta e cuoceremo in forno preriscaldato a 180 gradi per 15 minuti. Li serviremo caldi abbinandoci del Fior D’Arancio passito dei Colli Euganei.

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada. Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.
Dolce Epifania, un biscotto per la fine delle feste ultima modifica: 2020-01-06T15:50:28+01:00 da Alessandro Effe

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