Rovigo da scoprire Storia

La dominazione austriaca – La parte conclusiva

Palazzo Ravenna, cambiato radicalmente durante la Dominazione austriaca

Al miglioramento delle attrezzature pubbliche continuano a contribuire i privati. Nel 1858, Domenico Angeli, Cristoforo Camerini e Francesco Venezze, donano al Comune il mercato annonario, ricavato dall’ex-convento delle Domenicane. Intanto sorge un’altro teatro. Nel 1853, Giuseppe Lavezzo, aveva costruito, dietro il Teatro Sociale, in piazzetta all’Ara, un’arena scoperta per spettacoli popolari. Essa attira una notevole quantità di pubblico. Il Sociale, è intanto restaurato ed abbellito per iniziativa di Antonio Gobbatti, presidente della Società del teatro. Ciò porterebbe a supporre che la situazione economica sia migliorata ma su questo punto permangono ancora sospetti. Alcune famiglie ebraiche, nel frattempo, acquistano diversi palazzi appartenenti a famiglie in vista della città.

Nel 1845, Samuel Levi, risulta proprietario del palazzo che era stato dei Campo, presso San Francesco. Nel 1854, Lustro Ravenna è proprietario del palazzo che è stato di Alvise Milanovich, sull’attuale via Miani. E poi la volta di Angelo Ravenna acquista il palazzo già Bonanome (nel 1858) in piazzetta del Teatro e lo trasforma radicalmente. Nel 1859 arrivano nuovi turbamenti causati dalla guerra. La nuova piazzetta annonaria viene adoperata come caserma di cavalleria. Il Seminario viene requisito per farne ospedale. Dopo questa parentesi militare, che non coinvolge direttamente il Veneto, la vita riprende ad un ritmo normale. Rimane però, nell’aria, la sensazione che il conflitto sarebbe ripreso presto

La ferrovia Rovigo-Padova

Nel 1864, intanto, viene realizzato il progetto (vecchio di oltre 35 anni), di allargare lo stradone della Madonna. Ancora una volta sono i notabili della città a farsene carico. Francesco Venezze, Domenico Angeli e Cristoforo Camerini contribuiscono in maniera determinante alla buona riuscita del progetto. La nuova piazza viene destinata a mercato. Per dare spazio alla Rotonda viene demolito, nel 1860, il convento delle “Muneghette“. Allo stesso periodo risalgono altre due iniziative degne di grande attenzione.

Piazza annonaria, uno dei luoghi sistemati durante la dominazione austriaca

Una è senza ombra di dubbio la costruzione della ferrovia Rovigo-Padova. L’altra, compiuta nel giro di due anni (1862-64) è l’edificazione di una cinta di quattro forti a difendere la città in caso di guerra. Vengono costruiti in località periferiche : Boara, Sarzano, Borsea, Roverdicrè. Infatti, nei primi mesi del 1866, la situazione politica europea prospetta ormai il rischio imminente della guerra contro la dominazione austriaca. I forti, pertanto, sono la naturale conseguenza di questo clima, soprattutto perchè il Polesine è terra di confine.

La dominazione austriaca – Venti di guerra

A Rovigo, intanto, la chiesa di San Bortolo è chiusa al culto ed adibita a magazzino. Il 17 maggio, la casa di Ricovero è allontanata dal convento adiacente ed i malati smistati fra altre strutture e ritorno forzato alle famiglie. L’edificio è così pronto per essere riadattato ad ospedale militare, unendosi così a quello ancora esistente nel Seminario. Intanto inizia la creazione della strada di collegamento fra i quattro forti e le spianate intorno ad essi. Per fare ciò abbattono ben 144 edifici (tra cui Villa Redetti e la chiesa di Sarzano). Gli abitanti sono frettolosamente allontanati senza dar loro il tempo di trovare altri ripari.

Durante la dominazione austriaca alla chiesa di san Bortolo venne cambiato il suo stato d'uso

Il 14 giugno la Prussia inizia le ostilità contro l’Austria. La guerra, nei suoi venti giorni sul suolo italiano, non tocca il Polesine. Dopo la sconfitta di Sadowa ad opera dei prussiani gli austriaci sono costretti a richiamare l’esercito impegnato in Italia per difendere Vienna. Il 9 luglio gli austriaci lasciano Rovigo facendo saltare i forti ed il ponte sull’Adige. L’esercito del generale Enrico Cialdini non incontra, pertanto, nessun ostacolo nel varcare il Po. Il giorno seguente entra a Rovigo accolto con entusiasmo dalla popolazione. Con la pace di Praga del 23 agosto, l’Austria consegna il Veneto a Napoleone III perchè lo ceda, a sua volta, a Vittorio Emanuele II. Si annette, di fatto, anche il Polesine di Rovigo al Regno d’Italia.

Fonte: Rovigo, ritratto di una città. Foto: La lunga marcia dei ’54, Mapio.net, Polesine24.

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

La dominazione austriaca – La parte conclusiva ultima modifica: 2019-07-23T07:08:59+02:00 da Alessandro Effe

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