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“Streghe e mistero tra le vie di Rovigo” il primo evento di una serie imperdibile

Streghe e misteri - Rovigo città segreta

Il progetto “Rovigo città segreta”, sostenuto da Fondazione Cassa di risparmio Padova e Rovigo, è nato grazie al bando Culturalmente 2016. C’è stata, dunque, una prima edizione in cui si è prodotto anche il libro “Città segreta – storie, cronache e leggende della Rovigo del 1500” scritto da Giorgia Businaro e Giovanna Pizzo. Contemporaneamente è stata creata anche un’applicazione software, che verrà incrementata prossimamente, e realizzato pure uno spettacolo di danza contemporanea legato proprio alla figura femminile, in cui si è fatto un attento confronto tra il trattamento riservato alla donna del 1500 considerata strega e quella di oggi. Numerose le analogie riscontrate.

Con questa seconda edizione vogliamo andare ad avvicinare i cittadini alle storie raccontate nel libro. Sono storie vere, basate su atti processuali che abbiamo trovato nell’archivio vescovile di Rovigo e legati a luoghi che ancora esistono o meno, con tutte le evoluzioni testimoniate anche dai documenti dell’Archivio di Stato o dell’Accademia dei Concordi” –  Giorgia Businaro, responsabile del progetto – “Non sono leggende esoteriche sulla magia. Sono tutti fatti reali accaduti a Rovigo sulla stregoneria e sulle eresie.

Gli eventi proposti raccontano, tramite visite guidate nella città, i fatti narrati nel libro, introducendo anche elementi misteriosi tramite l’ausilio di figuranti e di attori travestiti. Collabora a questo progetto anche la Proloco di Rovigo, mentre l’organizzazione tecnica è di Pop Out – Cultura Arte e Turismo.

Piccolo excursus

Streghe e misteri - Rovigo città segreta
Foto Alessandro Effe

Le streghe si incontravano dove ora c’è il Tempio della Rotonda. Non facevano nulla di particolare, sia chiaro. Si trovavano lì tutte le donne che avevano pendenti delle accuse di stregoneria, semplicemente per pregare la Madonna in quanto protettrice delle donne. Infatti al tempo era già molto venerato da moltissimi fedeli il più famoso affresco di Rovigo. Quello della Madonna col Bambino che tiene in mano una rosa. I processi di cui si tratta nel libro erano successivi all’inizio della costruzione della stessa Rotonda, che avvenne alla fine del XVI secolo proprio per contenere l’immagine della Beata Vergine.

Da ricordare è anche il fatto che proprio sul sagrato di San Francesco è stato bruciato un eretico nel 1551, tale Benedetto d’Asolo. Alla Camera di Commercio, un tempo Palazzo Pretorio, venivano invece fatti interrogatori e torture a streghe ed eretici. C’era una sala dedicata alle torture in cui riuscivano a far confessare qualsiasi cosa. Ad oggi non è rimasto quasi più nulla dell’impianto originario, ma è interessante sapere alcuni dettagli.

Un’altra testimonianza pazzesca era data da Palazzo Marchionale, edificio perduto in quanto completamente stravolto da com’era un tempo, conosciuto da pochissimi, che si affaccia da un lato a Piazza Garibaldi e dall’altro a Piazza Vittorio Emanuele II. Al suo interno ancora alcuni elementi che lo ricordano. Era il palazzo del potere degli Estensi, prima che un incendio lo distruggesse e che i Veneziani facessero costruire il Palazzo Pretorio come sede del loro governo, per sottolineare il loro dominio sulla città. Bello recuperare la memoria di cose che non ci sono più ma fanno parte integrante della nostra storia perché hanno caratterizzato la città. Riscoprire il passato storico e culturale dimenticato.

Appuntamento

Streghe e misteri - Rovigo città segreta
Foto da pagina Facebook Streghe e misteri – Rovigo città segreta

Il primo evento del 3 Novembre è denominato “Streghe e mistero tra le vie di Rovigo”. Erano davvero molte le donne accusate di esserlo e il quartiere in cui vivevano si trovava appena fuori dalle mura, al termine dell’odierna Via Angeli. Il perimetro passava per via Piave, giungendo a viale Regina Margherita per ritornare verso la fine di via Umberto I. Erano compresi i giardini di A. Bernini ovviamente, dove al tempo vi era la Chiesa di San Giovanni, da cui prese il nome il rione in questione. E’ proprio in questa zona che si accumulavano le baracche delle persone più povere.

Era il borgo in cui abitava la classe sociale più bassa. Spesso le donne per sopravvivere si prostituivano oppure vendevano pozioni fingendo di avere grandi poteri. Espedienti per campare. Diversi i nomi che emergono e ritornano anche nelle accuse: Chiaretta Galese, Clemenza Bacca, Costanza Fratirolla, Giovanna Pavinella e Angela Franza. Donne massacrate per queste finte magie legate a questioni sentimentali ed amorose. All’epoca la grandezza dell’abitato era ridotto  e per giunta diviso dall’Adigetto. Davvero facile incontrarsi e conoscersi. Alla fine erano spesso citati sempre gli stessi nomi in diversi momenti e per più tortura. Ma non solo. Compaiono più volte insieme nelle carte processuali, proprio perché diventati volt noti a causa delle dimensioni della città stessa.

Ricordiamo poi l’Accademia degli addormentanti, che anche se non si riesce a collocare esattamente la sede, si è intuito che la zona era nelle vicinanze del Tribunale. Molte erano le donne che vi facevano parte, ma il trattamento a loro riservato era completamente diverso rispetto a quello delle streghe. Facile intuire che la classe sociale di appartenenza giocava un ruolo fondamentale e faceva una enorme differenza. Le donne eretiche facevano parte di famiglie decisamente altolocate. Questo il motivo per cui il processo era di tutt’altra natura. Estremamente interessante anche questo tipo di riflessione, non credete? E allora non vi resta che partecipare per saperne di più.

 

Foto copertina di Alessandro Effe.

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

“Streghe e mistero tra le vie di Rovigo” il primo evento di una serie imperdibile ultima modifica: 2018-10-31T11:15:00+00:00 da Sibilla Zambon

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