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Via Miani ed il palazzi nobiliari fuori dalle mura

Gli splendidi interni di palazzo Rosada, in via Miani
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Venendo da Piazza Umberto Merlin la si intravede proprio guardando attraverso la Porta San Bortolo. E già questo contribuisce a donarle fascino e bellezza. Abbiamo già parlato di alcune delle strade più importanti per la città, vi sono state quelle porticate, storiche e ricche di fascino (come solo i portici sanno essere) e poi le altre. Rovigo è una città che ha un centro raccolto e che attraverso alcune strade si snoda verso i quartieri. Questi snodi ci regalano, spesso, viste magnifiche con la città alle spalle. Pensate a via Silvestri, la si vede bene mentre si è accanto alla statua di Garibaldi ed alla magnificenza del palazzo della Camera di Commercio e si sa già che, percorrendo la strada, ci sarà di che emozionarsi.

Via Miani

Via Miani era, fino a due secoli fa, una strada importantissima per i collegamenti con le zone meridionali ed orientali del Polesine. Era, difatti, un tratto urbano della strada arginale sinistra dell’Adigetto. La sua importanza assume un significato più forte alla dimensione della città, quando, alla metà del XIII secolo viene costruito il Convento degli Umiliati in San Bortolo. Successivamente, nel 1324, gli Statuti cittadini, impongono che le attività artigianali ritenute inquinanti (come la lavorazione del lino, della lana e la concia delle pelli), si svolgano fuori dall’abitato. Questa regola ha un peso decisivo e fondamentale nella crescita del sobborgo di San Bortolo. Così è come viene designato dai documenti a partire dal 1360. E’ chiaro che, l’attuale via Miani, fosse l’arteria cardine, almeno fino alla biforcazione.

Caratteristica veduta di Via miani

 

Lì, dove la strada arginale (attuale via Toti) proseguiva a quota elevata, mentre la strada che portava al convento degli Umiliati (l’attuale via Don Minzoni) scendeva più sotto il livello della strada. Malgrado lo sviluppo del borgo, il fatto che via Miani è esterna alla cinta la priva comunque, per molto tempo, di interesse da parte delle famiglie nobili o comunque ricche ed importanti. Ciò a causa del diverso significato che aveva l’abitare dentro o fuori le mura della recinzione difensiva. Questo anche dopo che essa non servì più allo scopo militare per la quale era sorta.

Costruzioni nobiliari fuori le mura

Solo nel XVIII secolo a Rovigo iniziano a sorgere costruzioni signorili esterne alle mura. Questo vale anche per via Miani, dove, tra l’altro, è alquanto difficile stabilire la cronologia degli edifici più significativi. Mancano, ad oggi, documenti ed altre informazioni certe. Anche la mappa del Mortier e la Mappa dell’Estimo, che da sempre ci hanno aiutato nella ricostruzione cronologica, qui non possono offrire aiuti. Esse danno indicazioni esclusivamente legate alla occupazione dell’area. La loro datazione è comunque troppo tarda rispetto agli aspetti stilistici delle costruzioni presenti sulla via. Il primo di questi lo si incontra uscendo dalla porta San Bortolo.

Caratteristica veduta di Via miani

Adiacente ad essa, sulla destra, vi è Palazzetto Veronese, di minuscole dimensioni ma architettura di piacevole fattura. Sulla sinistra, all’angolo con via Viviani vi è Palazzo Rizzi, che ricalca lo schema delle costruzioni signorili venete da terraferma. Accanto ad esso troviamo Palazzo Milanovich che uno stile che non ha molti altri riscontri in città. Dopo l’incrocio con via Alberto Mario, sulla destra vi è Palazzo Rosada, oggi Ubertone, la cui facciata presenta caratteristiche degne di attenzione. All’angolo con via Corridoni vi è la scuola. Essa sostituisce il vecchio edificio scolastico, costruito nel 1876 demolendo un altro palazzo dei Rosada. Al termine della strada, la statua all’esploratore rodigino Virgilio Milani.

Fonte: Rovigo, Ritratto di una città. Foto: Oldrugby Rovigo,

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
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Via Miani ed il palazzi nobiliari fuori dalle mura ultima modifica: 2019-06-27T08:27:47+02:00 da Alessandro Effe

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