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Arriva il Carnevale con le sue infinite prelibatezze: è tempo di tamplun!

Tamplun Ph Facebook Francesca Pavan Dal Gruppo Rovigo E I Rodigini Itrovigo

I tamplun o tampelun sono tipiche delle zone comprese tra Rovigo e Ferrara. A casa mia era il Carnevale il periodo preferito per farne incetta. Ah che bellezza, finalmente Rovigo sarà inondata dal profumo di crostoli, frittelle, favetti o castagnole! Via libera, dunque, alla loro preparazione. Benvenuto peccato di gola! Il nostro Carnevale, infatti, non è fatto solo di maschere, carri, sfilate, coriandoli, stelle filanti ma anche riti e tradizioni locali. I dolci homemade sono il vero must intramontabile e immancabile in ogni casa del rodigino. Conosciuti sicuramente in tutto il Polesine, i tamplun sono delle frittelle dal gusto decisamente particolare. Una volta era tipico trovarli facilmente dai venditori di strada che ad ogni fiera e festa si mettevano agli angoli delle nostre strade con mistocche e altre prelibatezze della tradizione. Semplici da preparare, sono fatti con la farina di castagne.

Sapore travolgente, coinvolgente e unico

Tamplun ph Facebook Gerardina Tancredi
Tamplun ph Facebook Gerardina Tancredi

Ricetta

Chi rammenta queste frittelle, ogni volta che ne assaggia una non può che spalancare la porta dei ricordi della propria infanzia e del tempo trascorso in famiglia. Piatto povero, semplice da preparare, dava la possibilità a chiunque di poterlo gustare proprio perchè gli ingredienti si potevano reperire estremamente facilmente. Ed ecco svelato anche il motivo per cui era facile trovarlo agli angoli delle strade durante feste, eventi, manifestazioni o spettacoli che animavano la nostra città durante l’anno. Le versioni conosciute sono svariate, a seconda della zona in cui viene prodotta. La base resta unica per tutti. Una pastella di farina di castagne mescolata con acqua e lasciata riposare. Quindi fritta in olio bollente.

INGREDIENTI:
3 uova;
100 grammi di zucchero;
400 grammi di farina di castagne;
1 bustina di lievito;
2 cucchiai di olio;
2/3 mele a pezzetti;
uvetta;
latte;
un pizzico di sale.

PROCEDIMENTO:
Mettete a bagno l’uvetta in un po’ di grappa. Ovviamente strizzatele prima di utilizzarle. Secondo la mia esperienza, è meglio mescolare prima le uova con lo zucchero, a seguire si aggiungono farina, latte tiepido, lievito, olio, uvetta, mele e sale. Tenete ben presente che la quantità di latte necessario si intuisce vedendo la consistenza dell’impasto, che deve risultare morbido. Classico metodo di un tempo dunque. Si tratta del famoso “a ocio”. Mescolate bene il tutto e preparate una bella pentola antiaderente dai bordi alti. Usate olio per friggere (non siate avari, le fritelle devono potervi galleggiare tranquillamente) e solo quando sarà ben caldo, immergetevi il preparato. Una volta ottenuta una bella doratura, senza che risultino bruciate, tiratele fuori grazie all’uso di una schiumarola o mestolo forato e riponetele sulla carta assorbente.

Cospargete di zucchero a velo, anche se, a dir la verità, per rispettare la tradizione dovreste utilizzare lo zucchero semolato e magari lo strutto, ossia il grasso del maiale, per friggerle. Mi raccomandato di non mangiarle subito dopo, altrimenti non riuscirete ad evitare una scottatura sulla lingua! Tra le tante ricette presenti nelle nostre zone, qualcuno preferisce usare l’anice per ammorbidire l’uvetta e addirittura ne mette qualche goccetto al suo interno. Altri, invece, mettono i fichi secchi al posto delle mele. Noi, comunque decidiate di prepararle,vi consiglio di approfittarne e servirlo con un ottimo bicchiere di Moscato dei Colli Euganei!

Buon divertimento e buon appetito!

 

Fonte ricetta e foto copertina dal gruppo Facebook Rovigo e i Rodigini -ItRovigo.it di Francesca Pavan.

 

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Arriva il Carnevale con le sue infinite prelibatezze: è tempo di tamplun! ultima modifica: 2019-01-07T09:11:10+00:00 da Sibilla Zambon

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