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Gnocchi di bruscandoli, bontà di primavera

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E’ arrivata anche la primavera. Certo, a star chiusi in casa ci si accorge poco del mondo che cambia e va avanti ma è certamente una cosa positiva. Ci aspettiamo belle giornate e ci aspettiamo che il caldo giochi un brutto scherzo al virus bloccandone i picchi di contagio. Oggi vi presentiamo un alimento che, per i polesani, è senza alcun dubbio uno degli alimenti più simbolicamente legati a questo periodo. I bruscandoli. Per chi ha la fortuna di vivere in campagna, in questo periodo di quarantena, si tratta di un buon momento per fare due passi e raccoglierli nei luoghi dove crescono più spontaneamente. I bruscandoli, infatti, sono erbe spontanee molto salutari impiegate in cucina, e sono i germogli del luppolo selvatico. Noti anche con il nome di asparagina selvatica proprio per la forte assomiglianza agli asparagi selvatici. 

Le proprietà dei bruscandoli

I bruscandoli sono lunghi circa 20 cm e vengono raccolti in primavera, in riva ai fiumi, in mezzo ai rovi e alle siepi. Oltre all’indubbio gusto, i bruscandoli sono poveri di calorie. Ne contengono circa 10 kcal per 100 grammi. Hanno proprietà tonificanti, rinfrescanti, ma anche diuretiche e lassative. Al momento di raccoglierli, è consigliabile munirsi di un sacchetto di carta (tipo quelli del pane). La plastica, infatti, è sconsigliata in quanto non farebbe “respirare” i germogli, soprattutto in una giornata di sole, rovinando dunque la loro integrità. Una volta raccolti, vanno lavati bene sotto l’acqua e, visto il periodo, se si può, è consigliato anche l’uso del bicarbonato. Le parti commestibili sono le cime, le foglie e a scelta anche il gambo che tagliato a pezzetti è ottimo per le frittate.

I gambi più duri vanno tolti. E’ bene cucinarli appena raccolti per usufruire appieno delle loro proprietà. Si possono, in alternativa, conservare per alcune ore. Basta mantenere il mazzetto in un bicchiere con dell’acqua fresca. Diverse sono le ricette che prevedono l’impiego di queste erbe spontanee dal sapore delicato. In Polesine, in genere, vengono impiegate per fare il risotto. Ne bastano, infatti, solo 300 grammi per 4 persone e vanno messi all’inizio quando si forma il soffritto prima di fare il classico risotto. In alternativa possono essere lessate prima e aggiunte quando il riso è tostato per poi aggiungere il brodo.

Gnocchi di bruscandoli

Noi oggi vogliamo presentarvi un’idea diversa. Che vada al di là del classico risotto o della gustosa frittata. Qualcosa di diverso per utilizzare queste erbe in maniera sfiziosa ma con un condimento semplice che li possa valorizzare. Prepareremo gli gnocchi di bruscandoli, utilizzandoli come aggiunta all’impasto dei classici gnocchi di patate. Per questo piatto e per le classiche quattro persone utilizzeremo una classica ricetta da gnocchi utilizzando circa un chilo di patate. Qui vi dettagliamo come lavorare i bruscandoli per aggiungerli all’impasto.

Lessate i bruscandoli fino a quando non saranno morbidi poi tritateli grossolanamente e amalgamateli all’impasto dei classici gnocchi di patate. L’impasto sarà pronto quando apparirà omogeneo, nè duro nè troppo molle. Dopo aver amalgamato bene gli ingredienti, lavorate l’impasto fino a formare tanti gnocchi della dimensione di circa 2cm ognuno. Lessate gli gnocchi in acqua bollente per qualche minuto e condite con olio extravergine di oliva, semi di papavero e formaggio grana grattuggiato.

Fonte: Ideegreen. Foto di copertina: Ithunn / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

Gnocchi di bruscandoli, bontà di primavera ultima modifica: 2020-03-30T15:52:22+02:00 da Alessandro Effe
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