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Via Verdi – La via rodigina e l’evoluzione del gusto edile

Il palazzo di giustizia in via Verdi a Rovigo

Nel 1495 viene fondato, a Rovigo, il convento delle suore Eremite di Sant’Agostino. Ciò per volere di una delle sorelle del cardinale Roverella. E’ intitolato alla Santissima Trinità. Esso viene ubicato dove si incontrano le attuali via Mazzini e via Verdi, dalla parte nord. L’incisione del Mortier mostra un convento relativamente grande, comprendente un orto di proporzioni commisurate. Vista la disponibilità del terreno, si deve credere che quella parte della città, in quel periodo, non avesse molti edifici. Di sicuro ne aveva pochi all’epoca della stampa del Mortier, cioè intorno al 1670. Ciò nonostante da oltre sessant’anni, fosse stata edificata la Rotonda. Essa doveva infatti rappresentare un ottimo punto di richiamo per ulteriori insediamenti abitativi. Via Verdi però si caratterizza lentamente. La Mappa dell’Estimo del 1775 ci mostra come, nel lato sud, buona parte della zona non presenti edifici.

Via Verdi e i due cimiteri

Lo stesso documento mostra la presenza di due cimiteri, vicini l’uno all’altro. Il primo minuscolo, oggi scomparso, fra il campanile della Rotonda e le mura e, di certo, cristiano. L’altro a nord di via Verdi, destinato agli ebrei ed in qualche modo ancora sopravvissuto. Ad oggi non si conoscono documenti in grado di chiarire l’origine di questi cimiteri. Di fronte al cimitero ebraico, nel 1758, si trasferiscono le suore Terziarie Francescane, chiamate popolarmente “Le Muneghette“, prima residenti presso il Duomo. Il loro piccolissimo convento è centro della simpatia degli abitanti della zona tanto che nel 1781 viene aperta una porta nel fianco orientale della loro chiesetta, di fronte al campanile della Rotonda. Ciò al fine di rendere più agevole l’ingresso ai fedeli che la frequentano numerosi.

Il palazzo di giustizia in via Verdi a Rovigo

A partire dagli inizi del 1800 cambiano alcune cose. Viene soppresso il convento delle Muneghette, poi quello delle Agostiniane. Le soppressioni avvengono per dare spazio, in un caso alla Rotonda, nel secondo per far spazio alla Corte d’Assise ed al carcere giudiziario. Nel 1965, poi, viene costruita la nuova sede della Cassa di Risparmio che comporta la demolizione di alcuni edifici fra i quali palazzo Milanovich-Sasso, all’angolo di via Mazzini. Demolizioni e ricostruzioni interessano prevalentemente le due estremità della via. Via Verdi, in ogni caso, mantiene il suo carattere di armoniosità.

Via Verdi nel corso del tempo

Tra gli edifici rilevanti presenti nella via segnaliamo senza dubbio Palazzo Campo. Ricordato anche da Francesco Bartoli in quanto all’interno si poteva trovare una Madonna di G.B. Piazzetta, poi andata perduta e commissionata da Ludovico Campo. Pertanto, il palazzo, nel 1793 risulta già costruito. La sua creazione, comunque non doveva essere di molto precedente visto che le chiavi ad arco, presenti nella trifora centrale, richiamano quelle di Palazzo Salvadego in via Celio che è del 1790. Via Verdi presenta altri edifici, pur di aspetto semplice, che risultano comunque interessanti. Nel pieno del 1700, le famiglie, che non avevano sufficienti disponibilità economiche, non mancano comunque di caratterizzare le loro abitazioni.

Il palazzo di giustizia in via Verdi a Rovigo

Sono elementi decorativi suggeriti soprattutto dal gusto del momento. Sono inseriti in facciate composte secondo schemi tradizionali. Si tratta per lo più di poggioli sagomati con ringhiere in ferro battuto. La via, dunque, offre una panoramica storica anche sul campo dell’evoluzione dell’edilizia urbana. Un’insieme tutto sommato armonico e che documenta in modo significativo l’evoluzione del gusto fra il XVIII ed il XIX secolo.

Fonte: Rovigo, ritratto di una città. Foto : Polesine24, Rovigo de na volta, Procura Rovigo.

 

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
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Via Verdi – La via rodigina e l’evoluzione del gusto edile ultima modifica: 2019-07-31T10:47:52+02:00 da Alessandro Effe

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