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Il cenone di capodanno, tradizioni e piatti polesani

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Domani è l’ultimo giorno dell’anno. E tra l’altro, con il primo di gennaio, inizieremo l’ultimo anno prima del nuovo decennio degli anni 2000. Per questa occasione speciale, come ogni anno, ci si prepara ad accogliere una abbondante quantità di cibo. Come abbiamo scritto in occasione del pranzo di Natale, anche il cenone di capodanno ha regole e tradizioni. E non parliamo solo dell’intimo rosso o delle lenticchie. Ma di vere e proprie credenze. Ad esempio in Germania vi è l’usanza di festeggiare in maschera, proprio come a Carnevale. In Ecuador e in Perù, invece, si bruciano manichini di cartapesta. In un paesino dell’Abruzzo vi è addirittura la credenza che l’acqua del fiume possa trasformarsi in oro. In Piemonte, invece, pare sia importante, allo scoccare della mezzanotte, incontrare un vecchio, simbolo di prosperità e lunga vita.

Il cenone di capodanno

Quali che siano le vostre credenze vi è di certo una cosa: il cenone di capodanno. Per tutti, da nord a sud, lenticchie e cotechino, rappresentano un piatto che di certo non mancherà sulle tavole. Soprattutto dopo la mezzanotte e soprattutto per rispettare la tradizione. L’usanza di usare i legumi pare favorire abbondanza e ricchezza. Essi sono considerati, infatti, cibo in grado di nutrire abbondantemente e di opporsi all’avanzare del tempo. Noi vi consigliamo di recarvi in una macelleria e chiedere (o ordinare) un cotechino di Trecenta, cucinarlo a dovere e gustarlo con la giusta dose di lenticchie.

Per il resto del menù c’è, indubbiamente, l’imbarazzo della scelta. Consideriamo però che nella maggioranza dei casi, sarà il mare a farla da padrone nelle varie scelte proposte. E allora, per chi volesse rimanere a casa a festeggiare con parenti ed amici non vi sarà che da armarsi di pazienza e fare una buona spesa. Le proposte marinare in Polesine abbondano, perchè il Delta del Po è munifico di deliziose prelibatezze. Noi, durante questo anno, ve ne abbiamo raccontate alcune da queste pagine. Vediamo di scegliere qualche proposta che possa allietare la nostra tavola per il cenone di capodanno.

Delizie polesane a tavola

Per iniziare il pasto, ad esempio, si possono portare in tavola le bibarasse. Molluschi che è possibile trovare tutto l’anno e che appaiono come delle vongole di media dimensione. Sono gustosissime e con pochissime calorie. Cento grammi di prodotto, infatti, contengono solo ottanta calorie. Un modo semplice per cucinarle è in cassiopipa. Come primo piatto si potrebbe tranquillamente pensare ad un risotto con insalata e cozze di Scardovari. Trovandoci nel piatto ben tre prelibatezze polesane. L’insalata di Lusia, il riso del Delta e, appunto, le cozze. Tre prodotti che hanno ottenuto importanti certificazioni fra Dop ed Igp.

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Per il secondo useremo il cefalo. Un pesce che nelle valli venete è presente in ben cinque specie. Va consumato senza le squame e le interiora. Nella nostra ricetta ve lo abbiamo presentato da friggere con una pastella alla birra. Per il dolce useremo il miele del Delta, prodotto tradizionale che fa parte dei PAT (Prodotti Alimentari Tipici) riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole. Potete così preparare la nostra cheesecake con miele e noci. Ad accompagnare il tutto vi consigliamo del Franciacorta. Extra brut (per l’antipasto), Rosè (per primo e secondo piatto) ed un Saten per il dolce. Un’accortezza. Se proprio dovete, usate i fuochi con parsimonia. Stando attenti e rispettando persone ed animali che si trovano nei dintorni. Divertitevi, con intelligenza.

Il cenone di capodanno, tradizioni e piatti polesani ultima modifica: 2019-12-30T10:21:52+01:00 da Alessandro Effe
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